DIAMO I NUMERI

2030
L’anno entro il quale, secondo le stime più accreditate, l’intelligenza artificiale contribuirà alla crescita globale del pianeta per almeno 15,7 trilioni di dollari, con un salto in avanti superiore al 14 per cento rispetto a oggi. Sempre il 2030 è l’anno che la Cina si è data come obiettivo temporale per superare gli Stati Uniti come principale centro di innovazione globale.
18
E’ il numero di paesi europei che occupano una delle prime venti posizioni del National Cyber Security Index (Ncsi), classifica globale che valuta i paesi in base alla prontezza con cui prevengono minacce e incidenti informatici. Sul podio salgono Repubblica Ceca, Estonia e Spagna. L’Italia arriva tredicesima dietro Singapore e Slovacchia.
100 per cento
In Italia il livello di protezione dei dati personali è molto alto. Il Ncsi lo quantifica in un dato percentuale che nel nostro paese raggiunge la quota massima. Il contributo alla cyber-sicurezza globale, però, si ferma al 33 per cento.
130 miliardi
E’ quanto vale il mercato della sicurezza informatica nell’Unione europea. Questo business registra una crescita annua del 17 per cento. Nell’Ue sono attive più di 60 mila aziende che si occupano di sicurezza informatica. Le imprese europee possono fare affidamento su 660 centri di competenza connessi a livello europeo.
88 per cento
E’ la percentuale di utenti giornalieri di internet che, intervistati da Eurobarometer, hanno dichiarato di essere preoccupati di diventare vittime di attacchi informatici. Inoltre, il 77 per cento di chi naviga in rete teme che le proprie informazioni personali non siano protette in modo sicuro dai siti web.
8,8 per cento
La quota del budget che l’Unione europea ha investito nel campo della privacy e dell’identità informatica a partire dagli anni 90. Il resto del budget è stato investito in: sistemi di sicurezza (40 per cento), amministrazione della sicurezza informatica (19,3 per cento), rischi operativi (13,2 per cento), aspetti legati alla sfera umana (10 per cento), verifiche e assicurazioni (8,8 per cento).
50 megabit
Non è facile dare una definizione di 5G. Secondo la Next generation mobile networks, le reti 5G devono scaricare dati a una velocità di almeno 50 megabit al secondo. Una velocità molto maggiore rispetto alle reti meno sviluppate. Questo è solo il limite minimo; infatti per funzionare efficacemente in uffici e impianti industriali la rete 5G dovrà superare ampiamente i 50 megabit al secondo.
3
Sono i paesi europei che hanno più di 10 sperimentazioni legate al 5G in corso sul proprio territorio. Si tratta di Spagna, Germania e Italia. La Spagna è l’unico paese a contare più di 20 esperimenti attivati, segue la Germania, poi l’Italia, entrambe con più di 15 sperimentazioni attive. Diverse aziende hanno investito nel nostro paese. Ericsson ha all’attivo 6 esperimenti, Huawei 5, Nokia 1. Altre aziende hanno investito su 4 esperimenti.
123
E’ il numero di città dell’Unione europea che si stanno preparando ad attivare la tecnologia 5G sul proprio territorio. Altre 153 città si sono sottoposte a sperimentazioni. Il paese con il maggior numero di agglomerati urbani che stanno per implementare la tecnologia 5G è la Spagna (23 città). Seguono Francia (15) e Italia (13).
28
Una delle società più attive sul mercato è la cinese Huawei. A luglio la vice presidente Catherine Chen ha annunciato che la società ha firmato 50 contratti commerciali per la tecnologia 5G, 28 dei quali con contraenti europei.
46 miliardi
In dollari, il valore di prestiti, linee di credito e altri finanziamenti da istituti di credito statali a favore di Huawei. Ai quali si aggiungono 25 miliardi di agevolazioni fiscali; 2 miliardi di sconti sugli acquisti di terreni; 1,6 miliardi in sovvenzioni. Dati di un report del Wall Street Journal dello scorso 25 dicembre.